Palermo rischia la paralisi. I rifiuti restano in città

Perentoria l’ira del primo cittadino di Palermo che accusa “Favori ai privati” nella gestione dei rifiuti.
I centri di smistamento dei rifiuti di Catania sigilla le porte agli arrivi da Palermo, sono quasi 600 le tonnellate di spazzatura rimaste senza destinazione.

I camion rispediti al mittente sono stai 22 nella sola giornata del 14 settembre. Sono bastai 2 giorni per ricevere il comunicato ufficiale che dichiara il rifiuto formale dei rifiuti.

La motivazione ufficiale è dettata dall’Arpa, società incaricata alla gestione della discarica, che dichiara l’inadeguatezza dell’impianto per l’accoglimento continuativo e constante dei rifiuti palermitani: il sito è troppo vicino al centro abitato, inoltre, l’impianto meccanico non funziona come dovrebbe.

Secondo il sindaco Orlando però, le motivazioni non hanno fondamenta poiché sostiene che si tratterebbe di uno stratagemma per aiutare esclusivamente i privati. Il primo cittadino va all’attacco con le autorità competenti e con alcune figure interessate alle vicenda che contribuirebbero ad una sorta di monopolizzazione da parte di privati.
Questo comportamento intralcia l’operato della Rap, l’unica azienda pubblica dell’isola ad avere in gestione sia una discarica sia un tmb a norma di legge.

Il 18 settembre, afferma il primo cittadino di Palermo, segna la data di chiarimento che vedrà un confronto con l’onorevole Vignaroli e il senatore Morra: le Commissioni bicamerali dovranno così raggiungere un accordo definitivo e stabile.

L’Arpa ha rilasciato un comunicato stampa in cui sottolinea che l’unico impedimento è la tipologia dei rifiuti prodotti dalla città di Palermo.

La delusione del sindaco palermitano troverà presto una soluzione che vedranno risolte le molteplici disfunzioni sulla gestione dei rifiuti nell’isola siciliana. 


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